Appello: salviamo “L’Indice” 28 giugno, 2011
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Carissimi,
voi conoscete da vicino il valore del giornale, conoscete le persone che ci lavorano (due a tempo pieno due part-time, un semivolontariato, un co.co.co), sapete quanto ci tenga, so quanto voi ci teniate. Queste cose le sappiamo, anche se è bene ricordarcele di tanto in tanto. Ma il punto ora è un altro: entro il 30 giugno dobbiamo riuscire a rifinanziare “L’Indice” che altrimenti muore. “L’Indice” ha un debito accumulato di 190.000 euro ma la parte di cui deve liberarsi entro quella data è di 150.000 euro, altrimenti, come amministratore, sono tenuto a portare i libri in Tribunale.
Una parte di questo macigno verrà finanziata attraverso cospicui contributi di generosi mecenati che sommati arrivano a 70.000 euro. Alcuni di voi hanno già risposto con solerzia. Mancano ancora 80.000 euro che devono e possono essere raccolti attraverso più piccole e meno piccole, comunque numerose contribuzioni.
Quello che dobbiamo avere, entro e non oltre la data fatidica di fine mese, non è ancora il denaro in contanti, ma un elenco di finanziatori che s’impegnano solennemente e pubblicamente a versare una quota entro un paio di mesi. Solo quando, sommando tutte le quote offerte, raggiungeremo la fatidica soglia dei 150.000 euro, saremo fuori pericolo e liberi di alzare il capo e riorganizzare meglio l’impresa. Non importa l’entità della cifra (tutto fa), non importa se questa cifra la si può versare in prima persona o reclutando altri finanziatori (che tra l’altro, con soli 25 euro diventerebbero soci della cooperativa), anche se è ovvio che ciascuno di voi contribuirà secondo le proprie possibilità. Non importa neppure, purtroppo, in questo caso, averci provato. Questa volta conta solo il risultato finale: vivere o morire.
Poiché so bene che neanche il più generoso dei mecenati è disposto a tappare un buco destinato a riaprirsi, è bene aggiungere un po’ di dettagli.
L’indebitamento attuale è dovuto a molti fattori: in primo luogo il calo della pubblicità e poi l’aumento di alcuni fattori di produzione. Noi abbiamo ridotto i costi al minimo, ma non possiamo farlo a spese di quelli che lavorano in redazione che sono diventati i principali creditori della rivista. Possiamo, invece, incrementare le entrate:
- con la pubblicità a sfondo culturale ma non editoriale, con gli accordi già raggiunti con il gruppo Espresso per scambi pubblicitari e abbonamenti congiunti
- con gli abbonamenti di un’edizione on line.
- con un sito meglio rispondente alle esigenze dei tempi a cui alcuni di voi si accingono a lavorare
- promuovendo la rivista all’estero
- con una più razionale ed efficiente distribuzione
- mettendo a frutto il nostro archivio (le 37.500 recensioni preziosamente accumulate mese dopo mese).
- possiamo diventare una cooperativa di lavoratori, con accesso alle ingentissime provvidenze dello Stato, ma è un percorso che richiede più tempo.
Fatemi sapere.
Per ora basta una mail a daniela.innocenti@lindice.net. e a g.gmigone@libero.it che vi saluta.
“LA NOTTE O IL SONNO DEI MUSEI SENESI?” 12 maggio, 2011
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Ecco un progetto che ci piace segnalare: la notte dei musei in programma tra il 14 e il 15 maggio 2011.
Ci piace perché è segno di speranza dopo lo scoramento che ci ha pervaso durante la presentazione del libro “Vandali” alla presenza dell’autore G.A. Stella il 3 maggio scorso presso il S. Maria della Scala.
Ci piace perché, nonostante i pesanti tagli, tenta ancora di promuovere la cultura.
Ci piace perché è gratuito ed informale visto che vuole raggiungere quante più persone possibile, anche quelle che negli orari “normali” non possono visitare i musei.
Ci piace perché è suggestivo come le luci delle opere d’arte al chiaro di luna.
Ci piace perché emana un profumo europeo visto che è nato nel 2005 a Parigi da un’idea dell’allora Ministro della Cultura e della Comunicazione e si sta diffondendo pian piano in tutta Europa con il patrocinio dell’Unesco e del Consiglio d’Europa.
40 Paesi europei coinvolti e 3.000 musei. La Toscana che pare si sia aggiudicata, per lo stesso evento nel 2010, il record di regione con il maggior numero di musei aperti (oltre 80).
Quale occasione migliore per Siena per rilanciare con un’offerta ancora più ampia?
Si. La Siena candidata a capitale europea della cultura 2019, come si prepara? Come interagisce con gli altri musei europei?
Sul sito del Comune tutto tace. Tra gli eventi non v’è traccia della notte europea dei musei. Eppure mancano solo 4 giorni.
Proviamo allora con la ricerca sul sito del Ministero dei beni culturali. Ecco. Per Siena è indicata l’apertura di un solo museo: la Pinacoteca Nazionale.
Ed allora ci chiediamo subito perché, dopo l’apertura straordinaria nel 2010, il Santa Maria della Scala rimarrà chiuso? E gli altri musei?
Continuiamo a navigare con tanta pazienza e riusciamo a scoprire che anche il Santa Maria della Scala sarà aperto.
E allora ci chiediamo perché? Perché deve essere così difficile già solo conoscere quale siano le occasioni culturali a Siena?
La curiosità che ci ha solleticato l’indagine di G.A. Stella ci porta subito a voler sapere i dati dei musei senesi. Quanto costano? Cosa portano, in termini, di redditività alla città?
Se la scelta di non offrire ai cittadini la possibilità di visitare gratuitamente i musei, nella notte dei musei, derivasse da una stringata logica economica, daremmo il nostro plauso ai direttori dei musei.
Ma se dovesse essere solo frutto di noncuranza e “svogliatezza”, dovremmo ammettere ancora una volta che gli italiani non meritano le ricchezze che possiedono.
Non le meritano perché non le conoscono. E se anche le conoscono non possono avvicinarsi e appassionarsi sempre più.
Più che la notte dei musei a Siena, con un battuta, potremmo dire che è in programma il sonno dei musei e dei cittadini senesi.
Che senso ha proclamare tanto la candidatura di Siena a capitale europea della cultura 2019 annunciando la candidatura a Barcellona in occasione della finale di Eurolega e poi dimenticarsi di “svegliare” anche i cittadini senesi?
D.P.
3 Maggio 2011 – Galleria Immagini 4 maggio, 2011
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Ieri, nel Complesso museale del Santa Maria della Scala, la presentazione del libro “Vandali”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella 4 maggio, 2011
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Una bella serata, ieri, al santa Maria della Scala: tanti gli intervenuti in un’atmosfera fresca, colloquiale, partecipata. Presenti Gian Antonio Stella, coautore del libro “Vandali” e Cristina Scaletti, Assessore alla cultura della Regione Toscana. A moderare il dibattito Aldo Berlinguer, presidente dell’Associazione, Il Campo delle idee.
Una bella serata anche perché Gian Antonio Stella si è espresso con un linguaggio schietto, diretto, senza locuzioni auliche e la retorica forbita e compiaciuta delle occasioni formali. Bello anche il filmato che l’Autore ha voluto proiettare; slides impietose che raffigurano il degrado allucinante in cui versa il nostro territorio, i nostri beni storici, il patrimonio culturale italiano.
Fa davvero male leggere i dati riportati nel libro di Stella. Dati che fotografano la nostra indolenza, il menefreghismo, l’individualismo piccolo e parrocchiale di un’Italia che ha perso identità, coraggio, fiducia in se stessa. Non c’è solo Selinunte o Pompei, c’è Roma, il Veneto, la Lombardia; anche nella nostra Toscana alcuni luoghi antichi, preziosi, di grande valore storico e culturale sono lasciati in condizioni di abbandono, degrado, desolazione. E c’è un intero Paese, soggiogato da una classe politica becera e ignorante -causa e effetto di un malcostume generalizzato- che spreca, deturpa e lascia deturpare, pensa piuttosto alla propria conservazione, ai propri egoismi, a piccole, contingenti ambizioni.
Insomma, un’iniziativa pedagogica, se così si può dire, che ha avuto almeno il pregio di sopperire, pur in minima parte, al vuoto formativo e culturale in cui questo nostro Paese è precipitato, complice quell’onda lunga, anzi lunghissima di mala gestio che pensavamo arenata sugli scogli di Tangentopoli nel ’92 ed invece è proseguita, anzi si è estesa a dismisura. A muoverla sempre lui, l’imperituro nostro capo del Governo il quale, alla testa di una plebe servile e questuante, è riuscito finalmente nel suo intento: modellare questo nostro Paese a sua immagine e somiglianza.
I tratti salienti di questo agghiacciante autoritratto si trovano nelle schede di seguito allegate.
Buona lettura,
Aldo Berlinguer
Slides
Galleria Immagini
Siena 3 maggio 2011 – Gian Antonio Stella presenta il libro “Vandali – L’assalto alle bellezze d’Italia” 19 aprile, 2011
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Siena 03 maggio 2011
Presso il Santa Maria della Scala – sala San Pio
Ore 21.00
Ingresso libero
Università – Prepensionamento, I «prof» obbligati a dare 5mila euro al Dipartimento 16 marzo, 2011
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“NAZIONE SIENA” del 16/03/2011 - Pag. 8
Proiezione del video-documentario “Dallo zolfo al carbone” di Luca Vullo 16 marzo, 2011
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Martedi 15.03.2011 alle ore 19.30 presso Via di Pantaneto 102
Blog: Architetture possibili… 9 marzo, 2011
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Decreto “Ammazza Rinnovabili” 7 marzo, 2011
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A Sua Eccellenza Ill.ma Sig. Presidente della Repubblica
Oggetto: Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE; e più precisamente in ordine al testo pubblicato sul sito del “Sole 24ore” del 3/03/2011 che sarebbe stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 3-3-2011. MANIFESTA INCOSTITUZIONALITA’.
Il sottoscritto in relazione al provvedimento indicato in oggetto evidenzia la sussistenza di profili di manifesta incostituzionalità dello stesso con particolare riguardo agli artt. 8 e 23 o altri diversi articoli che dovessero risultare dal testo definitivo, con sotto le rubriche rispettivamente: “requisiti e specifiche tecniche” e “disposizioni transitorie e abrogazioni”.
1) In ordine agli artt. 3 e 41 della Costituzione sotto il profilo della ragionevole discriminazione tra iniziative economiche che si trovano in fasi differenti; a tal fine si considera che la differenza nelle fasi di sviluppo degli impianti dipende da fattori non controllabili ed estranei alla volontà degli operatori, tra cui i ritardi negli iter burocratici dovuti all’inefficienza dei gestori e delle pubbliche amministrazioni competenti al rilascio dei titoli abilitativi; in altri termini, non potranno usufruire di incentivi quegli operatori che hanno avuto la sfortuna di avere a che fare con le amministrazioni e le agenzie degli operatori di rete più inefficienti;
2) Per violazione dell’art. 41 della Costituzione, stante che l’introduzione del limite temporale del 31/5/2011 avrà l’effetto di stroncare tutte le ingenti iniziative economiche che non potranno adeguarsi al predetto non congruo, originale e imprevedibile termine, con palese violazione della libertà di iniziativa economica privata;
3) Per contrasto con l’art. 76 della Costituzione, atteso che il Governo, delegato con legge Comunitaria 2009 (L. 4-6-2010 n. 96) all’attuazione delle direttive comunitarie in materia di PROMOZIONE DELL’USO DELLE ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI, invece di promuoverle ha decretato nella sostanza la FINE delle stesse, contraddicendo in maniera evidente la delega ricevuta e i successivi pareri formulati dai due rami del Parlamento. In altri termini, così facendo il Governo ha esercitato illegittimamente il potere legislativo, in carenza di delega, in contrasto con le indicazioni del Parlamento e degli indirizzi generali della legge di delegazione;
4) Per violazione dell’art. 117 della Costituzione: (i) in relazione al Protocollo di Kyoto, alla direttiva n.2009/28 del 23/4/2009 e non da ultima alla raccomandazione della Commissione Europea del 31 gennaio c.a., a seguito del citato incostituzionale Decreto Legislativo, l’Italia non raggiungerà gli obiettivi di cui ai predetti atti, violando così i trattati internazionali recepiti. (ii) in ordine all’art. 16 della Direttiva n. 2009/28 la quale impone che gli Stati membri assicurino che “siano adottate appropriate misure operative relative al mercato e alla rete affinchè vi siano meno limitazioni possibili dell’elettricità prodotta dalle fonti rinnovabili”; con l’introduzione dei limiti summenzionati lo Stato Italiano adotta un atto normativo diametralmente opposto agli obiettivi perseguiti col summenzionato articolo 16.
5) Violazione dell’art. 97 della Costituzione che fissa i principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa. Infatti, con il Decreto Legislativo in questione non sono stati individuati gli strumenti e le misure più adeguati e congrui, efficienti ed efficaci al fine del perseguimento dell’interesse pubblico concreto della promozione delle energie rinnovabili. E’di tutta evidenza, invece, che il Governo ha perseguito l’obiettivo di porre fine in Italia alle energie rinnovabili.
Alla luce di quanto sopra, si chiede che Sua Eccellenza Sig. Presidente della Repubblica, nell’esercizio delle Sue prerogative e quale garante della Costituzione, voglia disporre il rinvio del superiore provvedimento per un suo riesame e una sua modifica al fine di renderlo coerente ai precetti costituzionali.
















