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Università – Prepensionamento, I «prof» obbligati a dare 5mila euro al Dipartimento 16 marzo, 2011

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Parola chiave per salvare l’Università: prepensionamento dei docenti. E’ tanto importante che ieri alcuni professori che hanno scelto….

“NAZIONE SIENA” del 16/03/2011 - Pag. 8

Studenti Universitari: irruzione al Rettorato 4 marzo, 2011

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Ieri abbiamo fatto irruzione in Rettorato, interrompendo la prima seduta della commissione Statuto e Governance, deputata a modificare lo Statuto del nostro ateneo….

“CORRIERE SIENA” del 04/03/2011 - Pag. 7

Università – In mille contro la Gelmini… 30 novembre, 2010

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Grandissima partecipazione , uno striscione esposto dalla Provincia. Tre cortei degli universitari nelle vie del centro.

Il ministro Gelmini Secondo Villa ha a cuore l’ateneo senese

Una manifestazione con questi numeri nella nostra città non la si vedeva da tempo: in millecinquecento secondo gli organizzatori, in mille secondo la Questura sono scesi ieri in piazza per mostrare il loro forte dissenso nei confronti del disegno di legge Gelmini che il Parlamento si appresta ad approvare. Quello di ieri è stato l’incredibile epilogo di due anni di proteste diffuse e continue pure nella nostra città contro un disegno di legge che a detta di studenti, ricercatori e molti professori “sferra un attacco mortale al sistema dell’istruzione e alle università italiane”. In tutta la città Tre cortei sono partiti ieri alle ore 12 da angoli differenti della città. Dalla facoltà di Medicina a San Miniato, da quella di Lettere in via Roma e da quella di Scienze politiche in via Mattioli gli studenti si sono incamminati verso la piazza del Duomo. “Le tre differenti partenze hanno anche un valore simbolico – ha spiegato Nicola Polloni – in quanto abbiamo voluto testimoniare che tutte le facoltà di questo ateneo hanno voluto protestare contro il ddl Gelmini”. In piazza sono scesi anche gli universitari dell’ateneo per Stranieri che già nei giorni scorsi si erano dimostrati attivissimi, arrivando ad occupare per trenta minuti i binari della stazione ferroviaria (addirittura in duecento realizzarono questa protesta sui circa mille iscritti dell’ateneo di piazzale Rosselli). Il corteo, rumoroso, colorato e con tanta rabbia nei confronti della politica dell’istruzione del governo Berlusconi si è quindi snodato per l’intera città. Tra tamburi, canti e cori tanti striscioni erano stati preparati per questa occasione: “Non è la fame ma l’ignoranza che uccide”, si leggeva in uno di questi. E ancora: “Se la Gelmini taglia male anche i medici lo faranno” hanno scritto gli iscritti alla facoltà di Medicina. E infine: “Voi tagliate il nostro futuro”. Incertezza In questi ragazzi si legge l’incertezza di un futuro che desta in loro più di una preoccupazione: “Non capiamo in quale direzione sta andando questo Paese – ci ha detto un manifestante -. Questo governo vuole tagliare sull’istruzione per renderci tutti ignoranti e meglio governabili. Andando avanti di questo passo quale sarà il nostro futuro?”. I mille sono così arrivati in piazza del Duomo poco prima delle ore 14. Sono spuntati fuori nuovi striscioni, tra cui quello che così sentenziava: “Nel vostro mondo di escort la cultura non è di serie”. Unica sigla E in questo luogo storico e significativo, davanti al palazzo della Prefettura e della Provincia, i ragazzi sono rimasti a cantare, a ballare e a intonare slogan per circa un’ora. Qualcuno ha preso un megafono per spiegare i motivi del dissenso alla manovra Gelmini. Da evidenziare che nel corteo non c’era nessuna bandiera di partiti politici e che anche tutti i gruppi studenteschi universitari si sono uniti per l’occasione nell’unica sigla valida per la giornata: “Siena in rivolta”. “Questo disegno di legge va ritirato – hanno scandito alcuni ragazzi al megafono -. Questa legge non è giusta e colpisce l’università pubblica e il diritto allo studio”. Arriva la notizia che anche la facoltà di Economia è stata occupata. Poi gli studenti ottengono il benestare del presidente della Provincia per poter esporre uno striscione dal palazzo: “Gli unici aerei che vogliamo sono questi: no alla guerra, sì alla cultura”. E lanciano tanti aeroplanini di carta sulla folla sottostante. Dal balcone del palazzo della Provincia un ragazzo prende la parola e urla: “Noi non moriremo precari”. E poi occupazione del rettorato in Banchi di Sotto.

Gennaro Groppa

Corriere di Siena – 30/11/2010 pag. 4

Casse dell’Ateneo: è allarme rosso. Mancano i soldi per gli stipendi… 23 novembre, 2010

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Caccia ai soldi per pagare le tredicesime dei dipendenti dell’Università. L’argomento non è stato trattato in cda ma il neo direttore amministrativo Ines Fabbro, ieri all’esordio in consiglio, ha accennato alla carenza di liquidità necessaria per assicurare l’erogazione dell’intero pacchetto (ogni volta sono circa 14 milioni) ai sindacati, salutati in tarda mattinata perché la prima riunione operativa con le sigle sarà martedì prossimo. Non è stata proprio un fulmine a ciel sereno la sete di euro, visto che qualche settimana fa i revisori dei conti avevano…

“NAZIONE SIENA” del 23/11/2010 - Pag. 1-2

Università – Presidi e proteste, il rettorato scotta. 11 ottobre, 2010

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Prosegue la protesta del personale universitario e dei sindacati nei confronti dell’amministrazione e degli organi di governo dell’ateneo. Secondo quanto deciso nell’assemblea di lunedì 27 settembre e a seguito delle richieste presentate in cda i sindacati hanno indetto una settimana di mobilitazione a partire da oggi, lunedì 11 ottobre, fino a lunedì 18 ottobre per rivendicare l’applicazione del contratto per le Peo (Progressioni economiche orizzontali) per il personale tecnico e amministrativo; rivendicare l’applicazione del protocollo di intesa tra Università e Azienda ospedaliera per lo svolgimento delle Peo per il personale universitario che lavora…

“CORRIERE SIENA” del 11/10/2010 - Pag. 1-3

Università – A fine settimana l’arrivo del decreto o del commissario. 6 ottobre, 2010

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A fine settimana potrebbe arrivare il decreto di nomina di Angelo Riccaboni a rettore dell’Università degli Studi di Siena. Il condizionale è d’obbligo perchè…

“Corriere di Siena” Mercoledi 06 Ottobre 2010 pag. 3

Crisi dell’Università in consiglio comunale. “C’è il rischio di commissariamento”. 29 settembre, 2010

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Nel corso dell’assemblea, sono state presentate tre interrogazioni urgenti proprio sulla situazione dell’Ateneo, scossa da inchieste giudiziarie sulla nomina del…

“NAZIONE SIENA” del 29/09/2010 - Pag. 7

Università nel caos. Un rettore eletto stoppato su tutti i fronti 29 settembre, 2010

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L’Università di Siena verso il commissariamento. A Roma che cosa possono pensare di un ateneo che è guidato da un rettore (Silvano Focardi) che il 31 ottobre se ne va; che ha eletto un rettore (Angelo Riccaboni) che non si può insediare perché, dicono nella Capitale, c’è …

“CORRIERE SIENA” del 29/09/2010 - Pag. 2

L’Università della California chiude. Addio a 2 milioni di euro all’anno… 17 settembre, 2010

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La sede senese fu aperta nel 1985. Il direttore Artese: “La città non ci ha aiutato”

Siena, 15 settembre 2010 – Il complesso universitario senese perde un pezzo. Chiude infatti la sede cittadina della prestigiosa Università di California, che annovera fra i suoi campus anche quello celeberrimo e blasonato di Berkeley. Complice la crisi economica che ha limato i budget delle famiglie statunitensi per far studiare i figli all’estero, il “distaccamento” senese della “University of California” stacca la spina.

Il 31 gennaio la struttura cesserà di esistere dopo 25 anni di presenza fra le nostre mura. In Italia resteranno aperte solo le sedi di Roma, Bologna e Milano, dopo la chiusura di quelle di Trento e Padova. Per la città è un nuovo brutto colpo, dopo la caduta d’immagine del nostro ateneo, subissato di debiti. E’ una grave perdita, non soltanto dal punto di vista culturale ma anche economico. Ogni anno questa università americana, spiega il direttore e rappresentante legale dell’Università di California a Siena, Antonio Artese, origina un indotto di 2 milioni e mezzo di euro fra spese per affitto, cibo, divertimenti, libri, compere e viaggi. Nelle sue aule per tanto tempo sono passati circa trecento studenti all’anno, che per questo soggiorno di studio all’estero spendevano 16 mila dollari a testa. Fino al 2005 i numeri erano questi.

Poi lentamente è iniziata un’emorragia di presenze. Sono solo venti le prenotazioni per il semestre primaverile (ma sono ancora 160 gli studenti che stanno facendo il semestre autunnale). Ai tempi d’oro, l’Università di California aveva tre sedi: via Montanini 101, via Montanini 87 e via San Martino 29. Ora è rimasta solo quest’ultima (dopo la disdetta degli affitti per le altre due), dove continuano a lavorare sei amministrativi e da 5 a 7 docenti (tutto personale italiano, che dall’anno prossimo sarà a spasso). Le spese sono troppe, secondo la direzione centrale in California, che ha deciso di chiudere.
 

Lo smantellamento di questa struttura accademica che insegna agli studenti californiani la lingua e la cultura italiana avviene nel silenzio. Un silenzio che fa male. Il direttore Artese ne parla con amarezza: “Siena non si è mai occupata di questa realtà. C’è stato un vero e proprio disinteresse. Gli amministratori non hanno capito l’importanza di questa struttura che per anni ha portato benefici economici e arricchimento culturale. Non abbiamo mai avuto un interlocutore ufficiale in Comune. Non c’è stata sensibilità. Nessuno che abbia offerto un aiuto perché potessimo trovare locali alternativi, meno costosi. Proposi all’assessore alla Cultura, Marcello Flores d’Arcais, una giornata dello studente ma non ci fu risposta. I nostri ragazzi hanno svolto attività di volontariato nelle associazioni e nei campi solari, abbiamo cercato di creare momenti di integrazione ma non c’è stata corrispondenza”.

Franco Tinelli

Università – Decreto per rinviare la firma. 16 settembre, 2010

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Il rettore Focardi emana l’atto che posticipa la nomina di Fabbro. Riccaboni: “E’ una decisione inopportuna”.

Ines Fabbro deve aver pensato ma “sono proprio pazzi questi senesi”. Prima mi vogliono e poi mi tengono in panchina. Eppure è così e a rafforzare la posizione del rettore Silvano Focardi che vuol approfondire l’opportunità di nominare “una professionista che è in pensione” ieri è stato emanato un decreto rettorale, un atto di pari entità, rispetto a quello di nomina, per posticipare la chiamata in servizio della Fabbro. Il decreto si fonda sul fatto che un consigliere (Muscettola) ha fatto richiesta di accesso agli atti sulla selezione e per questo motivo si ritiene necessario posticipare la ratifica. Ancora un rinvio e ancora sconcerto fra gli universitari che non comprendono i motivi per cui si debba dilatare così tanto un atto che appare scontato e che non può essere stoppato, soprattutto se queste sono le motivazioni. Il rettore appena eletto Angelo Riccaboni che avrebbe sperato di trovare Ines Fabbro già ampiamente operativa al posto di comando, al momento del suo insediamento, giudica negativamente la posizione assunta da Focardi. “Ritengo la decisione di posticipare la firma del tutto inopportuna – afferma Riccaboni – Abbiamo la fortuna di aver individuato una persona validissima e indiscutibile e quindi non vedo alcuna ragione per la quale si continui a rinviare. Sbloccare la procedura è la cosa più ovvia da fare. La struttura deve cominciare ad avere un riferimento certo che non può che essere il direttore amministrativo. Non ci possiamo permettere di non averne uno. Tutto il mondo universitario senese sta soffrendo, le persone hanno voglia di lavorare, ma ci vuole il referente”. Professor Riccaboni il decreto viene motivato con la richiesta di accesso agli atti di un consigliere, la trova una motivazione valida? “Per qualsiasi cosa si può richiedere e ottenere un accesso agli atti, è una procedura normale, dappertutto. Che motivazione è? Non si può bloccare tutto per un atto normale e ricorrente”. E invece il fatto che Ines Fabbro sia in pensione è una caratteristica su cui far chiarezza secondo lei? “Questa cosa non c’entra assolutamente niente, come sempre conta la qualità delle persone e di questa persona in particolare, per il ruolo che deve ricoprire. Ci sono in Italia molti altri direttori amministrativi di ruolo (ne abbiano contati 14 ndr ) che risultano in pensione, non è una cosa strana e non c’è alcuna regola che impedisca a Ines Fabbro di fare questo lavoro, per cui qualsiasi rinvio per questo motivo non trova alcun fondamento. Per il bene l’ateneo c’è sola cosa da fare, firmare”. Intanto all’università la macchina amministrativa rischia il collasso, perchè non c’è nessuno che firmi tutti gli atti che servono per far scorrere la vita accademica: ad esempio le graduatorie per l’accesso ai vari corsi di laurea, chi li firma?. Tante le voci che circolano, fra cui quella che vuole Focardi pronto a nominare un direttore pro tempore di sua fiducia, finchè rimarrà in carica, ovvero fino al 1 ottobre e potrebbe presentarlo al prossimo consiglio del 27 settembre. In quel caso però si rischia che Ines Fabbro possa rivalersi sull’ateneo e pretendere il risarcimento dei danni. Viste le finanze, questa ipotesi andrebbe schivata, se possibile. Senza contare che si rischia di diventare la barzelletta delle università italiane. Eppure Focardi e non solo continuano a pensare che una professionista in pensione non sia un esempio “etico“ per l’università di Siena, dove si propaganda il prepensionamento. A questo proposito raccogliamo questo parere, inviato ieri in redazione, che ci pare illuminante: “Il ragionamento porta con sè una contraddizione: i docenti che vanno in prepensionamento non vanno a casa senza un soldo. Vengono accompagnati con un altro contratto che gli consente di arrivare fino a settanta anni e vengono comunque pagati bene. Il sacrificio quindi ci pare molto relativo e comunque ci sembra che i professori possano sopportare il “peso psicologico” di veder arrivare l’ateneo una donna capace di amministrare, anche se in pensione”

Gaia Tancredi

“Corriere di Siena” – 16 Settembre 2010 pag.5

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