Mostra sui checkpoint israeliani 21 aprile, 2010
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E’ una mostra sui checkpoint israeliani, creata in collaborazione con l’organizzazione pacifista, Israeli women against the Israeli Occupation of the territories, denominata “Machsom Watch”. Le volontarie, tutte donne israeliane osservatrici quotidiane delle violazioni dei diritti umani, testimoniano ciò che accade ai checkpoint, registrano come la vita quotidiana dei palestinesi sia sottoposta a restrizioni vincolanti della mobilità dentro il proprio Paese.
Visitate il sito: http://checkingoutofthecheckpoint.blogspot.com/
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“Salviamo l’università e la cultura palestinese ” 16 marzo, 2010
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| di Danilo Zolo |
| Un gruppo di docenti universitari e di ricercatori italiani, sensibili alla situazione universitaria e scolastica delle nuove generazioni palestinesi, hanno lanciato una originale iniziativa che sta sollevando notevole interesse. L’iniziativa viene presentata questa settimana da docenti delle Università di Firenze, Pisa e Milano: Angelo Baracca, Giorgio Gallo, Martina Pignatti e Giorgio Forti ne sono i principali promotori. L’occasione è offerta dall’Israeli Apartheid Week, che è una campagna di denuncia delle discriminazioni alle quali è soggetto il popolo palestinese. Sia nei territori occupati, sia in Galilea, la situazione è molto grave, come dichiarano centri di ricerca non solo palestinesi, ma anche israeliani, come B’Tselem, il Centro israeliano che documenta le violazioni dei diritti umani nei territori occupati. Il livello culturale e scientifico nelle 11 università palestinesi è stato fortemente condizionato dalla situazione politica, economica e istituzionale dei territori occupati e dalle violenze dell’esercito israeliano. In termini di perdita di vite umane, dall’ottobre 2000 al giugno 2008, circa 650 studenti sono stati uccisi, 4800 feriti e oltre 700 imprigionati. Tra i docenti, 37 sono stati uccisi, 55 feriti e 190 reclusi. Altrettanto gravi sono stati i danni bellici provocati alle strutture scolastiche e universitarie palestinesi, con la conseguenza di una bassa percentuale di studenti iscritti e di una scarsa presenza di docenti. A Gaza, in particolare, la situazione è drammatica: il 50% degli studenti è assente e lo è anche il 40% dei docenti. Durante l’operazione militare Piombo Fuso l’aviazione israeliana ha distrutto 280 scuole/ asili e 16 edifici universitari. In pochi giorni sono stati uccisi 164 studenti e 12 docenti. E si devono segnalare inoltre i casi di discriminazione degli studenti non ebrei da parte di università israeliane. Il fenomeno riguarda anche università israeliane aventi sede nei territori palestinesi occupati, come è il caso dell’Ariel University College affiliato all’Università Bar Ilan. In questo quadro si fa sempre più probabile un vero e proprio etnocidio del popolo palestinese ed arabo-israeliano, sia nei territori occupati, sia in Galilea, dove vivono in condizioni di soggezione non menodi un milione e trecentomila “cittadini” arabi. Le nuove generazioni sono esposte ad una radicale perdita della consapevolezza della propria storia, delle proprie radici etniche e della propria identità culturale e linguistica. Che cosa intendono fare e stanno proponendo i docenti universitari italiani che si sono impegnati nel tentativo di salvare le nuove generazioni palestinesi? Intendono diffondere nei nostri atenei consapevolezza sulle violazioni del diritto allo studio e della libertà accademica del popolo palestinese. L’operazione va in controtendenza rispetto alla decisione del Governo italiano, che pochi mesi dopo la strage di Gaza ha firmato un accordo con il Governo israeliano per l’avvio da un Biennio scientifico e tecnologico italo-israeliano. Con una “Lettera aperta sulla discriminazione universitaria e culturale del popolo palestinese”, che sta avendo un inaspettato successo, il gruppo di docenti italiani invita i colleghi universitari ad aderire ad un progetto di intervento a favore delle università palestinesi, cercando il dialogo anche con gli accademici israeliani. L’obiettivo è l’intervento concreto a favore di studenti e studiosi palestinesi e araboisraeliani, promuovendo convenzioni di cooperazione culturale, scientifica e didattica fra atenei italiani e atenei palestinesi. Un ulteriore passo avanti sarà l’organizzazione di un primo convegno nazionale su questi temi, con la collaborazione di istituzioni nazionali e internazionali, non solo accademiche, disposte a sostenere il progetto degli accademici italiani: aiutare le nuove generazioni palestinesi a raggiungere in assoluta autonomia un livello “normale” di scolarizzazione e acculturazione universitaria, nonostante l’occupazione, l’assedio e la repressione in corso. PS. Per ricevere il testo della “Lettera aperta” e inviare adesioni, i docenti e i ricercatori italiani possono scrivere a: diritto.studio.palestina@ gmail.com Da Il Manifesto del 4 marzo |
Opere in mostra al Buoninsegna per curare gli occhi del Burundi 3 febbraio, 2010
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“CORRIERE SIENA” del 03/02/2010 - Pag. 7
Delegazione israeliana di Taybe ospite della Fondazione Mps 3 febbraio, 2010
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Enrico Cecchetti, membro della deputazione amministratrice della Fondazione Mps, ha incontrato la delegazione della città israeliana di Taybe, dove grazie ad un sostegno della Fondazione si sta realizzando un progetto di cooperazione internazionale.
“NAZIONE SIENA” del 03/02/2010 - Pag. 7
Indagine dell’ Osservatorio Sociale sulla popolazione provinciale: aumentano gli stranieri. 18 dicembre, 2009
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Ai 25.ooo stranieri registrati in provincia si aggiungono quelli che pur regolari non hanno chiesto residenza e i clandestini, per un totale di 31.000 circa.
“NAZIONE SIENA” del 18/12/2009 - Pag. 2
Il nuovo volto senese, sempre più straniero.
“CORRIERE SIENA” del 18/12/2009 - Pag. 3
Medicina e cooperazione internazionale. Etiche, pratiche e politiche a confronto. 10 dicembre, 2009
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Il Forum Provinciale per la Cooperazione e Solidarietà Internazionale presenta 5 giornate di studio su
Medicina e cooperazione internazionale
Etiche, pratiche e politiche a confronto
Giornata conclusiva
(Giornata Internazionale dei Diritti Umani)
GIOVEDI’ 10 DICEMBRE, ore 16
Siena, Palazzo Patrizi, via di Città 75
SQUILIBRI MONDIALI, ACCESSO AI FARMACI E SPERIMENTAZIONI
Saluti di Gabriele Berni, Assessore Cooperazione Internazionale della Provincia di Siena
Spesa farmaceutica e sperimentazione nei paesi industrializzati
Giorgio Giorgi, ordinario di Farmacologia, Università degli Studi di Siena
Accesso ai farmaci e ricerca nei paesi in via di sviluppo
Giosuè De Salvo, ricercatore associato al Centro Studi sulle Politiche Europee verso il Sud del Mondo
Coordina: Paolo Rossi, medico, CUAMM / Università di Siena
Progetto “Gemelli Diversi”, parla il Presidente dell’Associazione “Il Campo delle Idee” (video intervento). 3 dicembre, 2009
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Che cos’ è il progetto “Gemelli Diversi”? e la cooperazione decentrata? come andare avanti?
Antigone: più spazio alle donne attraverso politiche per la conciliazione. 5 novembre, 2009
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Ecco quanto scaturito dal seminario dello scorso 30 ottobre organizzato dall’associazione Antigone dal titolo: “Donne e potere: genealogia di un rapporto difficile”.
“CORRIERE SIENA” del 05/11/2009 – Pag. 6
La Robur avrà una propria Fondazione. 6 ottobre, 2009
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Beneficenza, raccolta fondi e sviluppo di progetti specifici per bambini, ecco alcuni obbiettivi del nuovo soggetto.
“CORRIERE SIENA” del 06/10/2009 - Pag. 26
Il calvario di Gianni, il calvario Train. 1 ottobre, 2009
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Gianni, ragazzo di 37 anni, denuncia parte dei disservizi che chi come lui, costretto su una carrozzina, si trova a fronteggiare quotidianamente. Train e padane sembrano essere solo la punta di un iceberg, come ha scritto lui stesso: “LE BARRIERE mentali sono peggiori di quelle architettoniche . Soprattutto feriscono dentro”
Tratto da: www.lanazione.ilsole24ore.com/siena/