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Blog: Architetture possibili… 9 marzo, 2011

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Decreto “Ammazza Rinnovabili” 7 marzo, 2011

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A Sua Eccellenza Ill.ma Sig. Presidente della Repubblica

Oggetto: Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;  e più precisamente in ordine al testo pubblicato sul sito del “Sole 24ore” del 3/03/2011 che sarebbe stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 3-3-2011. MANIFESTA INCOSTITUZIONALITA’.

Il sottoscritto in relazione al provvedimento indicato in oggetto evidenzia la sussistenza di profili di manifesta incostituzionalità dello stesso con particolare riguardo  agli artt. 8 e 23 o altri diversi articoli che dovessero risultare dal testo definitivo, con sotto le rubriche rispettivamente:  “requisiti e specifiche tecniche” e “disposizioni transitorie e abrogazioni”.

1)      In ordine agli artt. 3 e 41 della Costituzione sotto il profilo della ragionevole discriminazione tra iniziative economiche che si trovano in fasi differenti; a tal fine si considera che la differenza nelle fasi di sviluppo degli impianti dipende da fattori non controllabili ed estranei alla volontà degli operatori, tra cui i ritardi negli iter burocratici dovuti all’inefficienza dei gestori e delle pubbliche amministrazioni competenti al rilascio dei titoli abilitativi; in altri termini, non potranno usufruire di incentivi quegli operatori che hanno avuto la sfortuna di avere a che fare con le amministrazioni e le agenzie degli operatori di rete più inefficienti;

2)      Per violazione dell’art. 41 della Costituzione, stante che l’introduzione del limite temporale del 31/5/2011 avrà l’effetto di stroncare tutte le ingenti iniziative economiche che non potranno adeguarsi al predetto non congruo, originale e imprevedibile termine, con palese violazione della libertà di iniziativa economica privata;

3)      Per contrasto con l’art. 76 della Costituzione, atteso che il Governo, delegato con legge Comunitaria 2009 (L. 4-6-2010 n. 96) all’attuazione delle direttive comunitarie in materia di PROMOZIONE DELL’USO DELLE ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI, invece di promuoverle ha decretato nella sostanza la FINE delle stesse, contraddicendo in maniera evidente la delega ricevuta e i successivi pareri formulati dai due rami del Parlamento. In altri termini, così facendo il Governo ha esercitato illegittimamente il potere legislativo, in carenza di delega,  in contrasto con le indicazioni del Parlamento e degli indirizzi generali della  legge di delegazione;

4)      Per violazione dell’art. 117 della Costituzione: (i) in relazione al Protocollo di Kyoto, alla direttiva n.2009/28 del 23/4/2009 e non da ultima alla raccomandazione della Commissione Europea del  31 gennaio c.a., a seguito del citato incostituzionale Decreto Legislativo, l’Italia non raggiungerà gli obiettivi di cui ai predetti atti, violando così  i trattati internazionali recepiti.  (ii) in ordine all’art. 16 della Direttiva n. 2009/28 la quale impone che gli Stati membri assicurino che “siano adottate appropriate misure operative relative al mercato e alla rete affinchè vi siano meno limitazioni possibili dell’elettricità prodotta dalle fonti rinnovabili”; con l’introduzione dei limiti summenzionati lo Stato Italiano adotta un atto normativo diametralmente opposto agli obiettivi perseguiti col summenzionato articolo 16.

5)      Violazione dell’art. 97 della Costituzione che fissa i principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa. Infatti, con il Decreto Legislativo in questione non sono stati individuati gli strumenti e le misure più adeguati e congrui, efficienti ed efficaci al fine del perseguimento dell’interesse pubblico concreto della promozione delle energie rinnovabili. E’di tutta evidenza, invece, che  il Governo ha perseguito l’obiettivo di porre fine in Italia alle energie rinnovabili.

Alla luce di quanto sopra, si chiede che Sua Eccellenza Sig. Presidente della Repubblica, nell’esercizio delle Sue prerogative e quale garante della Costituzione, voglia disporre il rinvio del superiore provvedimento per un suo riesame e una sua modifica al fine di renderlo coerente ai precetti costituzionali.

Il progetto del nuovo stadio premiato a Cannes 4 marzo, 2011

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Il progetto del nuovo stadio di Siena ha vinto il prestigioso Premio Mipim Architectural Review future projects awards 2011. Firmato da Iotti + Pavarani Architetti (team leader) e Marazzi Architetti, sviluppato in collaborazione con Arch. Giovanni Cenna (progetto architettonico), Favero&Milan (strutture), Manens Intertecnica (impianti) e AI Engineering (studi ambientali e paesaggistici) si è aggiudicato nel 2004 il primo premio nel concorso internazionale di progettazione in due fasi indetto dal Comune di Siena per il Nuovo Stadio a Isola d’Arbia ed è stato successivamente sviluppato in ulteriori fasi di progettazione (Il progetto definitivo è stato approvato nel 2009).

La consegna del premio avverrà il 9 marzo 2011 presso il Palais Stephanie di Cannes in occasione di MIPIM, il più importante salone mondiale dedicato al Real Estate. Il nuovo stadio verrà realizzato in località Isola d’Arbia.

http://www.repubblica.it/sport/2011/03/03/foto/nuovo_stadio_siena-13151711/1/

Una città sostenibile. 440 alloggi sociali e 30 milioni di opere. 25 gennaio, 2011

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Una città sostenibile, attenta alle fasce più deboli, dove maggiore sarà la dotazione del verde, di parcheggi e infrastrutture, questa la visione della nuova Siena attraverso il Regolamento urbanistico appena approvato. Dunque in base alle previsioni lo sviluppo avverrà….

“NAZIONE SIENA” del 25/01/2011 - Pag. 2

Urbanistica: Battaglia finale sul regolamento… 25 gennaio, 2011

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Emendamento della maggioranza scalda la votazione, l’opposizione abbandona gli scranni. Novità per le barriere architettoniche e l’edilizia per esigenze familiari.

 

Alle 18,30 di ieri, dopo nove giorni di seduta, è finita la maratona consiliare per l’approvazione del regolamento urbanistico. Finale movimentato da un articolato emendamento alla delibera proposto dalla maggioranza, per trovare soluzioni future sulla gestione dei temi caldi, oggetto durante il lungo dibattito dei giorni scorsi anche di scontro interno allo schieramento, in particolare l’edilizia per esigenze familiari e le barriere architettoniche. L’emendamento indica le modalità per agire in fretta e trovare soluzioni, con strumenti diversi dal regolamento stesso, a queste tematiche urbanistiche, ma soprattutto sociali, che stanno a cuore alla gente e che sono state battaglie politiche di Siena Futura da una parte e di Rifondazione comunista dall’altra, all’interno della maggioranza. L’emendamento è stato varato non senza la reazione veemente dell’opposizione che ha contestato la presentazione del documento sul piano del diritto, richiedendo una consulenza del direttore generale Giancarlo Gasparini sulla legalità della procedura. Il direttore generale ha dichiarato “legittimo l’emendamento perchè essendo ancora aperta la seduta si può emendare una propria decisione una, cento, mille volte. Non ci sono vizi di incompatibilità da rilevare – ha detto – per cui fino a che non si vota il documento finale si può cambiare le votazioni effettuate attraverso lo strumento degli emendamenti”. Allora il consigliere Pierluigi Piccini ha dichiarato che le Liste civiche non avrebbero partecipato alla votazione “l’atto è viziato e nullo”, e sulla scia tutta la minoranza ha disertato la votazione e subito dopo i consiglieri hanno abbandonato gli scranni”. Ventidue i voti a favore e l’astensione del consigliere Francesco Andreini. L’atto della maggioranza apre la strada alla costituzione di un “Osservatorio per le barriere architettoniche” da concretizzarsi in tempi brevi. L’osservatorio dovrà avvalersi delle associazioni di tutela delle persone con disabilità, sarà la cabina di regia per la definizione, il censimento, la gestione e il monitoraggio del programma operativo per l’abbattimento delle barriere nel nostro territorio. Un impegno preciso per intervenire quando si riscontrino disagi ambientali e strutturali per chi è portatore di handicap. L’emendamento permette anche di rivedere il famoso punto 7, per venire incontro ai propritari di terreni che vogliano realizzare piccoli interventi abitativi, per esigenze familiari. La maggioranza così facendo ha rivisto la sua posizione e accolto un’esigenza diffusa, ora invita l’amministrazione a trovare metodiche e strumenti idonei a valutare tutte le richieste che in questo ambito vengano rivolte al Comune di Siena, indicando specifiche regole per agevolare le autorizzazioni, a chi ne abbia effettivo bisogno. Siena Futura che su questo punto si è molto battuta, attraverso il consigliere Stefano Marzocchi, ha accolto con entusiasmo l’emendamento: “L’attenzione ricevuta e che trova ospitalità nell’emendamento finale ci lascia soddisfatti. Faremo ogni sforzo perchè i tempi per raggiungere questi obiettivi siano più rapidi possibile e faremo pressione affinchè nel programma della nuova amministrazione questa esigenza venga recepita. Invita la maggioranza ad individuare un percorso attendibile e realistico e nei tempi stabiliti, affinchè le esigenze dei cittadini vengano esaudite”. In mezzo a mille perplessità della maggioranza, alla fine il regolamento urbanistico del Comune di Siena è stato approvato con 23 voti a favore, otto contrari e l’astensione di Andreini

Gaia Tancredi

Corriere di Siena – 25/01/2010

Antoitalia si aggiudica il mandato per la vendita della Certosa di Pontignano 30 settembre, 2010

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Il prestigioso complesso immobiliare sulle colline del Chianti, proprietà dell’Università di Siena
Il bando d’asta pubblica verrà pubblicato nei prossimi mesi. Prezzo minimo d’asta fissato a 68 milioni di Euro…

http://www.sienafree.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14644:antoitalia-si-aggiudica-il-mandato-per-la-vendita-della-certosa-di-pontignano&catid=264:economia-e-finanza&Itemid=533

Siena free – Mercoledì 29 Settembre 2010

WiRoni, ecco il primo arredo urbano interattivo d’Italia 29 settembre, 2010

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A Monteroni d’Arbia (Siena) si inaugura un nuovo modo di vivere lo spazio pubblico, all’insegna dell’informazione e dell’intrattenimento: un arredo urbano che permette di accedere gratuitamente ai…

http://www.arsnovasiena.org/wironipress

“Intorno a Novartis un appesantimento strutturale e viario”. 16 settembre, 2010

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Valutazioni sul piano che porterà al potenziamento dell’ex Sclavo.
 
Giorgio Gabbricci Roberto Raffaelli SIENA – Lunedì 6 settembre l’Amministrazione Comunale ha presentato il Pci (Piano complesso di intervento) per l’ampliamento del polo senese dell’industria farmaceutica Novartis nell’area dell’ex istituto Sclavo di Torre Fiorentina. Alla presentazione, avvenuta nei locali della Circoscrizione 1, era stata invitata la popolazione del quartiere ed erano ufficialmente presenti il sindaco Cenni, l’assessore all’urbanistica Minuti, l’architetto Valacchi del Comune, l’assessore alle attività produttive della Provincia Scarpelli e l’ingegner Vigni della Novartis. Il Pci, strumento urbanistico di recente istituzione, altro non è che la rappresentazione in maniera più dettagliata e puntuale di ciò che il Regolamento Urbanistico e prima ancora il Piano Strutturale hanno previsto per una determinata zona e riguarda trasformazioni complesse che comportano l’esecuzione programmata e contestuale di opere sia pubbliche che private. Semplificando corrisponderebbe grosso modo a quello che erano prima, nel Piano regolatore generale, i progetti-norma. Il Progetto che è stato presentato, concordato tra Novartis e Comune, prevede l’espansione di circa 20mila metri quadrati di superficie, una ristrutturazione generale dell’area, la realizzazione del nuovo centro ricerche nell’area a monte, la ristrutturazione e ampliamento del vecchio centro ricerche e interventi sul Park Hotel per adeguarlo a nuova sede di rappresentanza dell’azienda. Si ipotizza che a intervento completato graviteranno nel polo tecnologico scientifico almeno 800 addetti. Se il progetto presentato può risultare interessante dal punto di vista dello sviluppo della città e rappresentare un importante impegno della Novartis nella nostra zona, dal punto di vista dell’impatto urbanistico col quartiere, si rilevano alcuni aspetti che ci lasciano fortemente perplessi in particolare sui seguenti punti: nel progetto presentato non risulta previsto alcun collegamento diretto del complesso con la tangenziale. L’inserimento del nuovo polo tecnologico, delle dimensioni anzidette, avviene in un quartiere già appesantito dalle recenti consistenti aggiunte di edilizia abitativa (Via del Petriccio, via Dante, via Gabbrielli,Stellino, via Napoli ecc.), dal traffico, sempre in aumento, in uscita dalla tangenziale e diretto verso il centro storico e verso il Policlinico e strutture ad esso collegate, e verrà ulteriormente appesantito dalla programmata riutilizzazione dell’ex scuola media Alfieri (via Tolomei) come struttura di uso pubblico (Asl area vasta?). Vale la pena di ricordare che le amministrazioni comunali degli anni settanta avevano condiviso e concordato con i rappresentanti del quartiere un insieme di misure per renderlo più vivibile e non appesantirne ulteriormente le infrastrutture. Erano i tempi in cui si riteneva , anche da parte degli addetti ai lavori, che a completamento delle edificazioni previste, il quartiere Petriccio-Acquacalda-Stellino sarebbe giunto a saturazione; seguendo questo criterio non fu per esempio, autorizzata nel quartiere la costruzione della nuova sede dell’istituto Autonomo Case Popolari. Le strutture industriali, ancorchè afferenti al terziario, (e in specie quelle chimiche e biologiche) sono in ogni caso un potenziale problema di sicurezza. La viabilità di ingresso/uscita del polo tecnologico Novartis si innesterebbe in quella del quartiere nei punti storicamente e cronicamente critici, quali gli incroci di Uncinello, la rotatoria dello Stellino e la rotatoria di raccordo per la tangenziale ovest, per raggiungere la quale, dal termine della potenziata via Milanesi si dovrebbero percorrere le strade interne del Petriccio; per non parlare poi dell’accesso dalla strada di Marciano. Le opere di urbanizzazione, a detta della Amministrazione Comunale, saranno eseguite, dal Comune, in contemporanea con i lavori interni alla ex Sclavo e saranno finanziate con i proventi degli oneri concessori che pagherà la Novartis, quando andrà a richiedere le varie autorizzazioni al Comune. Le infrastrutture urbanistiche aggiuntive, di interesse del quartiere, dovrebbero essere una rotatoria all’innesto di viale Sclavo con via Fiorentina, con conseguente eliminazione dei semafori, e l’allargamento di via Milanesi. Ci pare ben poca cosa in rapporto alla dimensione dell’intervento previsto dal Pci ed agli oneri ex legge Bucalossi che il Comune dovrebbe conseguentemente introitare. Riteniamo inoltre che, considerati i lunghi tempi necessari all’Amministrazione Comunale per appaltare i lavori, e dovendo aspettare per il loro finanziamento l’incasso dei proventi ex Bucalossi, rischieremo di trovarci nella stessa situazione, mai abbastanza stigmatizzata, di via Caduti di Vicobello: le costruzioni completate e la viabilità alternativa non ancora utilizzabile. Appare evidente quindi che sarebbe opportuno studiare un metodo che consentisse il completamento delle infrastrutture aggiuntive prima della costruzione del nuovo Polo. In conclusione i problemi reali cui abbiamo accennato e quest’ultima nostra “fantasticheria” ci fanno porre un’ultima domanda: ma perché questa interessante importante e ottima scelta della Novartis ( la scelta di creare a Siena un centro di ricerca e sviluppo di eccellenza) non può essere realizzato in adiacenza al sito produttivo di Rosia?

Piero Corti

 
“Corriere di Siena” – 16 Settembre 2010

Serve un manifesto sullo sviluppo della Città? di Aldo Berlinguer 30 giugno, 2010

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Il 21 giugno scorso abbiamo organizzato, presso il complesso museale S.Maria della scala, una presentazione del nuovo Regolamento urbanistico (RU). Hanno partecipato, assieme al Campo delle idee, le associazioni Legambiente e Pro+ , nel segno di ciò che l’art.118, u.c. della Costituzione chiama principio di sussidiarità: i consociati non debbono attendere l’intervento dello Stato ma possono mobilitarsi da soli per l’interesse generale e la difesa dei beni pubblici, come è il nostro territorio. L’iniziativa è riuscita. Presenti varie personalità del mondo cittadino, ex sindaci, architetti e urbanisti, giornalisti, pochi rappresentanti della politica e tanti comuni cittadini; inspiegabilmente…

Allarme meteo per domani – Torna la neve 10 febbraio, 2010

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Maltempo, disponibili 92 persone oltre a tecnici, mezzi spargisale e spazzaneve. La situazione infatti va tenuta sotto controllo ora dopo ora cercando di prevenire il peggio…

“CORRIERE SIENA” del 10/02/2010 - Pag. 1-10

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