Ieri, nel Complesso museale del Santa Maria della Scala, la presentazione del libro “Vandali”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella 4 maggio, 2011
Posted by campodelleidee in Arte e Cultura, Sport ed Eventi.trackback
Una bella serata, ieri, al santa Maria della Scala: tanti gli intervenuti in un’atmosfera fresca, colloquiale, partecipata. Presenti Gian Antonio Stella, coautore del libro “Vandali” e Cristina Scaletti, Assessore alla cultura della Regione Toscana. A moderare il dibattito Aldo Berlinguer, presidente dell’Associazione, Il Campo delle idee.
Una bella serata anche perché Gian Antonio Stella si è espresso con un linguaggio schietto, diretto, senza locuzioni auliche e la retorica forbita e compiaciuta delle occasioni formali. Bello anche il filmato che l’Autore ha voluto proiettare; slides impietose che raffigurano il degrado allucinante in cui versa il nostro territorio, i nostri beni storici, il patrimonio culturale italiano.
Fa davvero male leggere i dati riportati nel libro di Stella. Dati che fotografano la nostra indolenza, il menefreghismo, l’individualismo piccolo e parrocchiale di un’Italia che ha perso identità, coraggio, fiducia in se stessa. Non c’è solo Selinunte o Pompei, c’è Roma, il Veneto, la Lombardia; anche nella nostra Toscana alcuni luoghi antichi, preziosi, di grande valore storico e culturale sono lasciati in condizioni di abbandono, degrado, desolazione. E c’è un intero Paese, soggiogato da una classe politica becera e ignorante -causa e effetto di un malcostume generalizzato- che spreca, deturpa e lascia deturpare, pensa piuttosto alla propria conservazione, ai propri egoismi, a piccole, contingenti ambizioni.
Insomma, un’iniziativa pedagogica, se così si può dire, che ha avuto almeno il pregio di sopperire, pur in minima parte, al vuoto formativo e culturale in cui questo nostro Paese è precipitato, complice quell’onda lunga, anzi lunghissima di mala gestio che pensavamo arenata sugli scogli di Tangentopoli nel ’92 ed invece è proseguita, anzi si è estesa a dismisura. A muoverla sempre lui, l’imperituro nostro capo del Governo il quale, alla testa di una plebe servile e questuante, è riuscito finalmente nel suo intento: modellare questo nostro Paese a sua immagine e somiglianza.
I tratti salienti di questo agghiacciante autoritratto si trovano nelle schede di seguito allegate.
Buona lettura,
Aldo Berlinguer