Cambio al vertice dell’Università di Siena, il nuovo direttore amministrativo Barretta. 4 dicembre, 2009
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Il Nuovo Direttore Amministrativo dell’Ateneo senese.
Barretta dal primo dicembre è il successore di Miccolis.
Siena. Dal 2001 Antonio Barretta è professore associato in Economia aziendale presso l’Università degli Studi di Siena, successivamente delegato del rettore per il Bilancio, la programmazione economica ed il controllo di gestione, dal primo dicembre ricopre la carica di Direttore Amministrativo dell’Ateneo senese. Ma chi ha scelto il trentanovenne e su quali basi?
Certo di risposte ne esistono diverse tra le quali quella che descrive Barretta come tecnico già informato sulla situazione attuale dell’Ateneo ma, se lo era, perchè non ha contribuito prima a denunciare il dissesto universitario?
Quale sarà il suo compenso, atteso che il cambio al vertice è avvenuto subito dopo la conoscenza, da parte dei senatori dello stesso Ateneo, dei rimborsi per le spese di spostamento che Focardi aveva concesso all’ex Miccolis (64.000,00 euro in 4 anni)? Barretta si è già espresso nei confronti di tutte le dolenti note che inevitabilmente dovrà affrontare, staremo a vedere
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Dispiace che il Campo delle Idee non scriva chi ha scoperto il contratto integrativo che ha portato all’uscita di Siena di Miccolis
già. dispiace.
Ma che cosa dispiace, se Lei Bisi lo sa o il sig.r Leo pure , ditelo voi invece di mandare questi messaggini sibillini…, come se fossero discorsi tra di Voi…, ma ci siamo anche noi che ignoriamo il tutto e visto che in qualche modo volete fare inforazione fatela per bene o altrimenti evitate di rievocare linguaggi che fanno parte di altre culture… .
E a proposito del sig.r Barretta, visto che vuole fare il rampante tutto chiarezza e trasparenza ,il condottiero che finalmente gli hanno dato il timone della nave che è andate all’avaria, e ora finalmente è arrivato Lui…; come dice Francesco A, perché non fa un poco poco di outing, magare ci potrebbe rimanere più simpatico e sopportabile per come è stato votato… .
Perché vede sig.r Barretta non so se Lei l’avrà notato ma siamo in momento in Italia che incominciamo a sopportare poco quelli che si fanno fotografare sempre con il sorriso stampato nulla faccia , con i capelli “impomatati” il completo su misura fatto dallo stesso sarto di coloro che sono entrati nel “giro…”, con i bei discorsi di circostanza e di rassicurazione dichiarando tutta la sua disponibilità e comprensione che parlerà di qui e di la con i tecnici al suo fianco, facendo progetti di risanamento del BUCO abnorme che hanno fatto , la strada è lunga e radiosa Siena ce la farà, sempre ovviamente con la sua aria da uomo che sta per fare una sfilata di modo… .
NO per faore No! ci rispiarmi questa sua immagine, c’è poco da essere sorridenti ,rassicuranti e pomatati da UOMOVOGUE, prenda invece esempio da Enrico Bondi che ha rimesso in piede la Parmala, Le assicuro che non andava in giro a rassicurare le persone e a fare l’uomo immagine e con coloro che avevano combinato il disastro era al qual quanto duro , ma lui fa parte di un’altra classe di uomini… .
Il contratto integrativo di miccolis e’ stato scoperto dal corriere di siena. L’affare corte dei conti e’ stato scoperto dal corriere di siena
Non vorrei che tutta questa attenzione sul cambio del Direttore
Amministrativo togliesse i riflettori dall’indagine sulle responsabilità di chi ha fatto sì che l’Università di Siena si riducesse in questo stato, sia da un punto di vista finanziario, sia da un punto di vista accademico.
Credete davvero che un “interno” e “integrato” nel sistema abbia le mani libere per lavorare? Per andare contro tutti gli interessi familistici e corporativi che caratterizzano l’Ateneo?
Focardi ha affermato: “La decisione di attribuire l’incarico al professor Barretta – spiega in una dichiarazione il rettore – deriva dal grande impegno che ha profuso sin dal 26 settembre 2008, seguendo quotidianamente l’andamento economico-finanziario dell’Ateneo e dimostrando un alto senso delle Istituzioni, nonche’ un’indiscutibile competenza, tanto da essere unanimemente apprezzato da tutti gli Organi dell’Ateneo e dalle tecnostrutture delle istituzioni locali, regionali, nazionali e bancarie, con le quali e’ stato quotidianamente in contatto”
Quindi Focardi ci dice candidamente che nomina Direttore Amministrativo una persona che studiava quotidianamente e conosceva tutti i dettagli della situazione finanziaria dell’Università…e non si è accorto di niente oppure, che sarebbe peggio, ha capito cosa stavano combinando e non ha detto e fatto niente?
Io a questo punto inizio a pensare che non ci sia malafede.
Colgo l’occasione per complimentarmi sinceramente con il Corriere di Siena per aver fatto “giornalismo”, che di questi tempi non è cosa da poco. A questo punto però le mie aspettative si alzano: può il Corriere di Siena scoprire com’è il nuovo Direttore Amministrativo possa non essersi accorto di niente in un anno di analisi finanziaria quotidiana della situazione dell’Università?
Ripreso dal suo blog sig.r Bisi; riporto un frammento delle domande e risposte a Lei fatte nel suo ” chi sono”, mi ha colpito in particolare questo passaggio, si riferisce al suo libro sulla Massoneria:
Roberto Giannini
gen 5th, 2009 da 21:34
Nella sua presentazione mancano cinque cose: 1) se lei si è laureato e dove? 2)E’ un massone? e a quale massoneria aderisce, e con quali responsabilità? 3) Chi finanzia il Corriere di Siena in cui lei risulta essere capo redattore per la zona di Siena? 4) cosa ne pensa della frase di Sandro Pertini:”La P2 è un’associazione per delinquere?” 5)Chi ha ucciso Roberto Calvi direttore de l’Ambrosiano a Londra? E Michele Sindona nel supercarcere di Voghera? E cosa ne pensa di Licio Gelli? Spero che non cancellerà le mie domande legittime, dimostrando coraggio ed onestà intellettuale. Grazie.
STEFANO BISI
gen 7th, 2009 da 11:00
Sì, a Siena, facoltà di Scienze politiche. Sì, sono massone del Grande Oriente d’Italia; incarico: presidente del collegio circoscrizionale della Toscana. A pagina 4, ogni giorno, c’è l’indicazione della società editrice del Corriere. Sulla P2 si sono espressi i tribunali e il Grande Oriente d’Italia. Sulla morte di Calvi e di Sindona posso riferire quello che ho letto e quello che hanno detto i magistrati. Licio Gelli? Condivido quello che dice, molto più autorevolmente di me, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi.
Certo che quando si entra a far parte di certe “realtà…” le informazioni arrivano come fruscii di aria calda nel deserto…, comunque Le faccio i miei complimenti per avere la capacità e lo stomaco di cogliere la bellezza di un certo modo di pensare, mi dica si è mai informato di quello che fece la Massoneria del sud in particolare quella siciliana nei decenni passati…? lo faccia, sicuramente lo troverà attraente, l’unico suggerimento che le posso fare è quello di tapparsi il naso , sa, si può ancora sentire l’odore del sangue delle persone e dei bambini, ma lei tanto attinge la forza della sua conoscenza e della sua sapienza dalla sorgente del Gran Maestro perciò capirà… .
Però io da ignorantona non capisco com’è che una persona così intelligente, acuta, e vicina a certe forze dello spirito, poi fa delle osservazioni come quella sopra al Campo delle idee, che è una associazione la quale ha stima del suo giornale ,ritenendovi attendibile altrimenti non riporterebbero i vostri articoli, che non farebbero nulla contro nessun rappresentante delle istituzioni di questa città e così verso di lei.
Perciò, mi scusi ,ma mi sfugge il tono che ha usato e la motivazione di questa,ci deve essere qualche altra cosa o no, e poi com’è che Lei essendo vicino a certe fonti di conoscenza ancora non ci sa dire che fine ha fatto il sig.r Tosi ex rettore dell’Unirsità di Siena, o tante altre belle cose ancora oscure su di questa…, ? ah, già ,i patti sono patti…, ma Lei come giornalista amante della cronaca dovrebbe …o forse no… .
E’ un peccato che le persone con una certa capacità intellettuale amano poi entrare nei mondi oscuri,sarà per l’attrazione della seduzione del potere di onnipotenza ,chi sa…,come nel film : Il ritratto di Dorian Gray…, Mah!?
TANTO PER SORRIDERE UN POCO SULLE BELLE PENSATE DEI PROFESSORI UNIVERSITARI…COMPLIMENTIIII… , MA I PROBLEMI COME SI RISOLVONONO…, E I DEBITI…?! MA IL BUON SENSO DOV’E’ ANDATO A FINIRE? LA RESPONSABILITA’ E IL RISPETTO DOVE SONO…CI SONO ANCORA?…O SONO MERE CHIMERE… .
(ripreso dal sito del signor Bisi, che è sempre così ben informato…dalla sorgente del sapere…, grazie Bisi!)
STEFANO BISI
feb 1st, 2010 da 11:41
Eccola accontentata
L’università che vogliamo.
Consci della gravità della situazione presente, ma convinti che
l’Università di Siena possegga nei suoi docenti e nei tanti validi
collaboratori precari, nel suo personale tecnico-amministrativo e nei suoi
studenti un patrimonio di energie intellettuali e morali di grande rilievo
e che il superamento dell’attuale stato di crisi possa essere raggiunto
solo individuando con chiarezza gli obbiettivi strategici da perseguire e
chiamando tutti ad uno impegno comune, fatto di dolorosi sacrifici ma
anche di iniziative coraggiose e mirate, esprimiamo qui in maniera
sintetica le linee dell’università che vogliamo.
1. Una Università di eccellenza. Di fronte al dilemma, che si pone
con
maggiore evidenza per le università medio-piccole, e ancor più in una
difficile situazione economica, tra ridursi a essere una università di
modesto cabotaggio o puntare ad essere una università con ambizioni
nazionali ed internazionali di eccellenza nella ricerca e nella didattica
avanzata, siamo convinti che Siena non debba rinunciare a una chiara e
decisa scelta per la seconda opzione. Questa opzione non deve però
essere
solo enunciata, ma deve orientare con coerenza tutte le scelte strategiche
e i sacrifici che si debbono compiere in questa fase.
2. Centralità della ricerca. Del modello di università che
vogliamo la
ricerca innovativa, sia nella sua essenziale dimensione di base che in
quella applicata, costituisce il motore essenziale. In questa prospettiva
l’impostazione generale e l’organizzazione dell’università devono
essere finalizzate a sostenere, stimolare e valorizzare le capacità dei
suoi componenti di svolgere, individualmente e in gruppo, attività di
ricerca avanzate, avendo chiaro che su questo piano la competizione
nazionale ed internazionale è oggi estremamente severa.
3. Didattica avanzata. In vista della vitale connessione tra la
dimensione
della ricerca e la didattica nei suoi livelli superiori (magistrale e
soprattutto dottorale) l’università , senza dimenticare l’obiettivo di
fornire una didattica del primo ciclo capace di offrire agli studenti un
buon inserimento nella dimensione universitaria, deve continuare ad offrire
e potenziare una didattica magistrale e dottorale di alta qualità , capace
di attrarre i migliori studenti nazionali ed internazionali. Per poter
perseguire questo obiettivo l’università deve individuare con realismo
i settori nei quali dispone delle migliori capacità e concentrare su di
essi le risorse disponibili.
4. Valutazione. La promozione della qualità della ricerca e della
didattica deve essere perseguita mettendo pienamente in atto severi e
oggettivi meccanismi di valutazione (anche con figure esterne di provato
prestigio nazionale ed internazionale) delle potenzialità e dei risultati
di queste attività, ai quali rigorosamente commisurare le risorse da
distribuire. In una situazione di scarsità delle risorse questo principio
deve emergere con ancora maggiore chiarezza.
5. Piena autonomia dipartimentale. In vista di questi obiettivi i
dipartimenti, luoghi istituzionalmente deputati ad accogliere tutti coloro
che fanno ricerca, e a sostenerne le attività , devono essere visti non
come appendici periferiche, ma come il vero centro motore
dell’università ed essere messi in condizione di operare con la massima
efficacia, grazie a personale tecnico-amministrativo adeguato ed alla
possibilità di disporre in maniera immediata delle risorse acquisite per
la ricerca e la didattica. A tal fine ai dipartimenti va assegnata una
piena autonomia contrattuale, finanziaria e contabile, tale da consentire
anche la riscossione diretta delle somme derivanti da entrate proprie ed
una efficiente programmazione delle attività .
6. Valorizzazione delle risorse umane. L’università deve perseguire
con
determinazione la valorizzazione del personale docente e
tecnico-amministrativo, che è la risorsa principale grazie alla quale si
può sperare di superare la crisi attuale. Questa valorizzazione deve
essere condotta con la allocazione delle risorse in proporzione
all’impegno e alla qualità dei risultati nella ricerca e nella didattica
per i docenti e nello svolgimento delle proprie funzioni per il personale
tecnico-amminstrativo. In questa prospettiva non devono essere trascurati
anche riconoscimenti simbolici come l’assegnazione da parte
dell’Ateneo di premi per i migliori risultati nella ricerca, nella
didattica, nella attività studentesca, nell’azione
tecnico-amministrativa, così come iniziative specifiche per stimolare
l’innovazione tanto nel campo didattico e della ricerca, che in quello
delle pratiche amministrative e gestionali.
7. Responsabilità , collegialità e trasparenza nella guida
dell’università . La guida dell’università , affidata al Rettore, deve
avere come stella polare la costante promozione della qualitÃ
dell’Ateneo ed essere ispirata ai principi della responsabilità verso
tutta la comunità universitaria, di una forte condivisione collegiale
delle scelte fondamentali con gli altri organi accademici, di una completa
trasparenza dei propri procedimenti e atti e di una piena disponibilità a
sottoporsi al controllo degli altri organi universitari (anche mettendo a
disposizione della comunità accademica una informazione pronta e completa
sulle scelte compiute).
8. Qualificazione e potenziamento dell’amministrazione centrale.
L’amministrazione centrale dell’università deve essere organizzata
sulla base di una chiara e precisa individuazione delle funzioni che deve
svolgere a servizio della comunità accademica e delle sue articolazioni,
a partire proprio da quelle finalizzate alla ricerca. Solo una
individuazione severa delle priorità può consentire, anche in situazione
di ristrettezze finanziarie, di non mettere a repentaglio la funzionalit�
dell’università. In particolare, gli uffici che forniscono assistenza
alla ricerca, che promuovono i rapporti internazionali dell’Ateneo, che
forniscono consulenza legale e amministrativa ai docenti devono essere
fortemente potenziati. L’organizzazione dell’amministrazione
dell’università deve perseguire con determinazione la selezione di
personale altamente qualificato e una forte responsabilizzazione di questo
in rapporto alle sue prestazioni. Processi regolari e ricorrenti di
valutazione dei servizi forniti dall’amministrazione devono essere
istituzionalizzati.
9. Apertura verso l’esterno e mobilitazione delle risorse.
L’università, avendo cura di salvaguardare il pieno rispetto dei suoi
principi costitutivi e della sua autonomia, deve farsi carico di una forte
apertura verso l’esterno, tanto sul fronte degli enti pubblici che delle
realtà economiche, associative e culturali, per acquisire nuove risorse
(finanziarie, ma non solo) con le quali far fronte alle diminuite risorse
di origine ministeriale. In questa prospettiva di particolare importanza
è che l’Università potenzi al massimo la sua capacità di assistere,
con personale amministrativo altamente qualificato sia nella sede centrale
che in quelle dipartimentali, i docenti e i gruppi di ricerca nella
partecipazione ai bandi di finanziamento della ricerca europei e
internazionali e nella acquisizione di altre risorse (per esempio
attraverso convenzioni , attività didattiche finalizzate, ecc.). E’
assolutamente necessario che i fondi finalizzati ottenuti possano essere
prontamente utilizzati per gli scopi per i quali sono stati destinati.
10. Rigore contabile. L’università . per perseguire una gestione delle
proprie (limitate) risorse finanziarie oculata, ma anche orientata al
futuro e agli obiettivi prescelti, deve dotarsi di uffici finanziari di
alta competenza e di adamantina integrità e mettere a punto, anche sulla
base di una analisi completa e severa di quello che non ha funzionato in
passato, procedure contabili rigorose che non consentano il ripetersi delle
gravi mancanze degli anni trascorsi.
Sergio Amato, Fabio Berti, Paolo Bellucci, Cristina Capineri, Sabrina
Cavatorto, Maurizio Cotta, Tommaso Detti, Alessandro Donati, Andrea
Garulli, Giulio Ghellini, Pierangelo Isernia, Ariane Landuyt, Agnese
Magnani, Massimiliano Montini, Daniele Pasquinucci, Gianni Pozzi, Domenico
Prattichizzo, Angelo Riccaboni, Santina Rocchi, Floriana Rosati, Claudio
Rossi, Susan Senior, Vincenzo Sorrentino, Aldo Ursini, Marco Ventura, Luca
Verzichelli, Antonio Vicino.
Io nel portale del Campo delle Idee ci navigo tutti i giorni e ho notato che la maggior parte degli articoli sono presi dal Corriere di Siena. Mi piace sapere come ad una persona onorevole come il Sig. Bisi interessino gli articoli inseriti nel sito…Si faccia un giretto tra gli articoli pubblicati e vedrà come il Corriere di Siena è preso in considerazione!!!!
Gentili utenti e commentatori,
rammento a tutti che questo è uno spazio aperto di discussione. Si tratta quindi di posizioni che ciascuno assume sotto la propria responsabilità.
Personalmente, riconosco che il Corriere di Siena ha fatto emergere, con le sue inchieste, alcune verità molto scomode, come quella dei compensi all’ex Direttore amministrativo dell’Ateneo. Altre volte, ha ospitato commenti e denunce altrettanto utili, come quelle relative all’aumento dell’indennità dei componenti la Fondazione MPS.
Sempre in punto di giornalismo d’inchiesta, vorrà dare risalto anche alla nostra iniziativa del 1 marzo pv, h.21.00, su Gioacchino Genchi? Gliene saremmo grati.