Il Partito Democratico nel territorio 23 novembre, 2007
Posted by Francesco C in FC, Istituzioni e Politica.Tags: FC, PD
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Francesco Carnesecchi
Secondo le decisioni approvate dall’assemblea costituente del PD, entro il 24 Novembre, il 23 nel caso di Siena, un organismo composto dagli eletti nell’assemblea nazionale ed in quelle regionali nominerà i coordinatori provinciali del PD. L’elezione avverà a maggioranza assoluta dei presenti, con un eventuale ballottaggio tra i prime due votati. Ai coordinatori provinciali (provvisori) saranno affiancati i coordinamenti territoriali composti, secondo quanto previsto dalle decisioni dell’Assemblea toscana del PD, dagli eletti nelle assemblee costituenti nazionale e regionali, dai Sindaci e Capigruppo Consiliari del PD nei Comuni capoluogo, dai Presidenti di Provincia e capigruppo provinciali del PD infine dai consiglieri regionali e parlamentari aderenti a gruppi del PD.Saranno questi organismi locali che, lontani dalle luci del dibattito nazionale, avranno il non trascurabile compito di governare il partito nel territorio. Un semplice sguardo ai rappresentanti nell’assemblea nazionale eletti nella nostra provincia può essere utile a delineare il profilo della classe dirigente del nuovo partito.Il meccanismo previsto dalle Primarie del 14 Ottobre prevedeva l’elezione dei delegati in collegi designati sulla base della vecchia legge elettorale (il Mattarellum). La nostra provincia era dunque divisa nei collegi 15, 16 e 18 che includevano a loro volta comuni appartenenti ad altre province. In questi tre collegi sono stati eletti 24 delegati in tre liste, e da una breve ricognizione delle loro biografie troviamo: 3 eletti tra parlamentari ed ex parlamentari, 4 sindaci e due ex sindaci di comuni del nostro territorio, un assessore regionale ed uno comunale, un consigliere comunale ed un ex consigliere comunale, infine 4 eletti con rilevanti incarichi di partito (DS e Margherita) a livello comunale o provinciale.Questi risultati sono da una parte il sintomo di una forte presenza del nuovo partito nelle istituzioni del nostro territorio, dall’altra mettono in luce l’incapacità nella fase costituente e di formazione delle liste di aprirsi a persone esterne ai partiti.I nuovi coordinamenti territoriali saranno quindi composti dagli eletti nelle istituzioni e dagli eletti nelle assemblee regionali e nazionali del PD con il risultato, almeno nel caso del nostro territorio, di un evidente coincidenza di ruoli. Da queste osservazioni nascono gli appelli giunti da più parti per una rottura con ciò che viene, con una brutto sostantivo “continuismo”. L’auspicio è dunque che queste cariche siano davvero provvisorie, e che “il popolo delle primarie” sia di nuovo consultato, e sembra che lo sarà, per determinare le cariche comunali e provinciali del nuovo partito. Il radicamento nel territorio è un fattore chiave per il futuro PD, ma questo deve discendere dalla rappresentanza effettiva dei suoi elettori perchè il nuovo partito non perda la sua spinta innovativa e l’entusiasmo testimoniato il 14 ottobre da milioni di cittadini.