jump to navigation

Nella formazione legale ruolo cardine alle scuole 2 luglio, 2007

Posted by campodelleidee in Sicurezza e Giustizia.
trackback

di Antonio Padoa-Schioppa

  I criteri che un ordinamen­to adotta per l’accesso alle professioni legali incido­no in profondità sulla qualità del lavoro che sarà svolto dal futuro giurista. La crisi della giustizia italiana senza dub­bio deriva anche dai modi di ingresso alla magistratura e all’avvocatura.Per la magistratura la sele­zione è avvenuta sin qui, in via pressoché esclusiva, sulle pro­ve scritte di diritto civile, penale e amministrativo: prove che doverosamente accertano la conoscenza teorica e la capacità di esposizione corretta e aggiornata di un settore dell’ordinamento.La riforma dell’ordinamen­to giudiziario approvata il 28 luglio scorso (si veda «Il So­le-24 Ore» del giorno 29) – introduce una quarta prova di ca­rattere pratico, consistente nel­la stesura di una sentenza o di un atto giudiziario. È un’inno­vazione positiva, che finalmen­te potrà indurre a curare me­glio l’approccio casistico e pro­fessionalizzante sia nei corsi universitari avanzati sia nelle scuole per le professioni legali. Altri filtri potrebbero essere introdotti in futuro, frutto di giu­dizi dati da chi abbia avuto modo di conoscere le doti non solo tecniche dell’aspirante magi­strato. Prezioso potrà essere il giudizio dei magistrati affidatari degli specializzandi delle scuole. Ma sono sviluppi per ora remoti.Per l’avvocatura il problema principale sta nel numero esorbitante di ammessi alla professione, nell’ordine di 15mila all’anno. Non ci si deve stupire se troppi neo-avvocati sono senza lavoro o lavorano per anni, sottopagati, in studi professionali che non garantiscono sbocchi adeguati. E non deve meravigliare se la qualità pro-fessionale non risulta sempre adeguata. Una qualche forma di programmazione all’ingresso dovrà essere trovata. E an­che qui dovrebbe contare as­sai più di quanto oggi non accada il giudizio di chi abbia sperimentato in sede di tirocinio le conoscenze e le attitudini del praticante. Cosa difficilissima e delicata, anche per l’intrec­cio frequente di relazioni diret­te e personali tra dominus praticante.L’idea che sia utile una formazione professionalizzante comune ai futuri magistrati e ai futuri avvocati (ma anche in parte ai futuri notai, stante la recente dilatazione dei loro compiti paragiudiziali) si va ormai facendo strada.L’idea è al cuore dell’istituzione, nel 1999, delle Scuole per le professioni legali, che ac­colgono mediamente 2000 ne­olaureati all’anno. La sede am‑ministrativa delle Scuole è presso le niversità, ma i docenti sono in gran parte avvo­cati e magistrati, oltre che professori. Più del 90% dei diplomati esercita poi l’avvocatura, anche perché i posti per la ma­gistratura sono naturalmente limitati. Il tirocinio presso uffici giu­diziari (Procura e Tribunale, ma anche Avvocatura dello Stato e Tar) e presso studi professionali è un punto di forza delle Scuole , assai apprezzato dai diplomandi quando viene organizzato bene (il che non accade ovunque). Un progetto di riforma in corso a cura dei direttori del­le Scuole e dei presidi di Facoltà propone l’incremento dei tirocini (almeno 250 ore all’anno), riducendo in corrispondenza le ore di lezione in aula, che comunque sono (e debbono essere) ben diverse dai corsi universitari, perché hanno carattere teorico-pratico, con forte accentuazione della casistica e dell’addestra­mento alle prove d’esame. Alcune Scuole forensi, organiz­zate dai Consigli dell’Ordine sotto l’egida del Consiglio na­zionale forense, si sono an­ch’esse dimostrate favorevo­li a promuovere tirocini dei praticanti presso gli uffici giu­diziari per i futuri avvocati.Una meta più ambiziosa po­trebbe essere di potenziare in modo coerente il ruolo profes­sionalizzante sia delle Scuole universitarie sia delle Scuole forensi e notarili, così da farne la vera porta di accesso alle professioni legali: con controlli all’ingresso e rigorose prove finali, uniformi sull’intero territorio nazionale. * Professore di storia del diritto, Università di Milano

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.