MPS: quo vadis? 15 dicembre, 2006
Posted by Francesco C in Economia, Impresa, Banca.trackback
Aldo Berlinguer
Grandi manovre in casa MPS. Di fronte all’apparente stop a possibili acquisizioni, in attesa che le condizioni di mercato migliorino, il gruppo si riorganizza al suo interno.
Qualche giorno fa, l’assemblea straordinaria e ordinaria ha, tra l’altro, deliberato il piano di acquisto di azioni proprie per i dipendenti e approvato il progetto di fusione per incorporazione di MPS.net e MPS Professional nella capogruppo: due esperimenti falliti che vengono riassorbiti nel gruppo con ottimizzazione dei relativi costi gestionali.
Più rilevante ancora, lo scorporo delle attività di MPS Finance che confluiranno in MPS Banca per l’impresa, lasciando alla prima solo un ruolo di Holding, con un portafoglio di partecipazioni che comprende oggi anche il 100% di MPS Vita e le quote, rispettivamente del 1,7% in Generali, 27% in Finsoe, 9,6% in Hopa.
Riduzione di costi anche sul versante estero, con la prevista cessione di MPS Belgio, largamente tonificata dalle iniziative intraprese dal nuovo management, e MPS France, mentre si ipotizza che MPS Monaco diventi la banca private del gruppo.
Le idee di fondo: ottimizzare le risorse; cedere il 50% delle quote di MPS Vita ad un partner ancora da individuare, in modo da realizzare una joint venture nel settore della bancassurance; vendere assets non strategici e fare “cassa”.
Insomma, nonostante le opportune rassicurazioni dei vertici, è lecito immaginare che gli obiettivi siano già individuati e che la Banca stia mettendo da parte tutte le munizioni utili ad un’inedita, grande battaglia dimensionale e di governance. Resta il dubbio di quale sia lo scenario conclusivo: divenire primi azionisti di un colosso a livello europeo come Santander, dimenticandoci però di poter proseguire sulla linea della governance domestica alla quale siamo abituati; avviare il processo con qualche acquisizione più piccola, sul versante delle banche popolari o di altri soggetti minori, per crescere gradualmente ed affrontare poi un confronto più ampio; acquistare rami di altre banche in modo da migliorare l’offerta sul territorio.
Parimenti incerto appare proprio il settore della bancassurance, che tanto futuro parrebbe ancor oggi avere e nel quale esistono soggetti interessanti, come Eurizon, la holding del Sanpaolo IMI a capo del settore previdenza e asset management, proprietaria di Banca Fideuram, e Banca Generali, il polo bancario del gruppo Generali, uno dei primi in Italia per raccolta netta, patrimonio gestito, consistenze patrimoniali e numero di promotori.