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La città dell’Arbia e il Nuovo Stadio: abnormi cementificazioni in un sito Unesco! 15 dicembre, 2006

Posted by Francesco C in Ambiente, Urbanistica, Territorio.
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Patrizia Turrini
Pubblichiamo qui il contributo inviatoci da Patrizia Turrini, basato sul suo intervento al convegno organizzato da Italia Nostra – Direttivo Toscano – il 21 ottobre 2006
In una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Berlinghieri il 18 settembre 2006, è; stato presentato dall’assessore all’urbanistica Fabio Minuti l’ultimo “Quaderno de La Balzana” contenente “Il nuovo disegno della città;”, cioè; la sintesi delle scelte tecniche, sociali e politiche, che stanno alla base del Piano Strutturale (PS). Già; dalla pubblicazione del “Quaderno” si può; comunque avere risposte esplicite sulla futura strategia di politica urbanistica del Comune di Siena, in particolare sulle “1200 nuove abitazioni, un terzo delle previsioni complessive [che] saranno costruite nella ‘città; dell’Arbia’ (mentre il 40% riguarderà; interventi di recupero sull’esistente)”, così; si incrementerà; – si scrive nel “Quaderno” – l’espansione a sud della città;, dove sono previste anche “volumetrie importanti e strutture come il nuovo stadio e spazi riservati al commercio ed all’artigianato”, mentre nella zona dell’attuale stadio, al Rastrello, “sarà; realizzato un auditorium”.
Se la pubblicazione del Comune di Siena dà; di tutte queste future imminenti realizzazioni un’interpretazione più; che positiva – si potrebbe dire ‘trionfalistica’ -, a nostro parere invece il “nuovo disegno della città;” comporterà;, oltre che un’abnorme espansione a sud, addirittura un peggioramento della circolazione stradale in varie zone, compresa quella del Rastrello, per la quale si avranno più; problemi di traffico di quelli che oggi danno le partite della squadra del Siena.
Soprattutto la “città; dell’Arbia” – propagandata come la panacea al “problema della casa” che indubbiamente attanaglia Siena, con i costi esorbitanti d’acquisto e d’affitto, specie nel centro storico – accentuerà; invece in modo inesorabile lo spopolamento del centro storico da parte dei residenti e comporterà; la distruzione di parte del paesaggio a sud di Siena. Così; il nuovo stadio a Isola d’Arbia nella soluzione approvata – oltre a tutto quello che comporta: costi esorbitanti, ulteriori opere ad esso connesse – avrà; come risultato incontrovertibile una ulteriore distruzione del paesaggio. Ricordo che il progetto del nuovo stadio è; stato assai contestato da varie Associazioni Ambientaliste e da comitati cittadini: ad esempio la Sezione Senese di Italia Nostra e il WWF hanno presentato in data 12 dicembre 2005 una osservazione alla “Variante al P.R.G. per la realizzazione del nuovo stadio in località; Borgo Vecchio” (variante adottata con deliberazione del Consiglio Comunale del 27 settembre 2005 n. 244).
E anche il Parco urbano al Rastrello in che cosa consiste se non in una cementificazione?
L’Europa guarda con sgomento alle cementificazioni che distruggono ettari e ettari di paesaggio anche in Toscana, “perla dei beni culturali mondiali”. Le cementificazioni non si sono arrestate neppure di fronte ai siti Unesco: recentissima la ‘vicenda di Monticchiello’ nel Parco della Val d’Orcia, vicenda a seguito della quale il Ministro dei Beni e delle Attività; Culturali on. Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, ha inviato in data 21 settembre 2006 una lettera di indirizzo a tutti gli amministratori regionali, provinciali e locali, e ai funzionari del Ministero competenti nei territori dei 41 siti italiani riconosciuti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, in cui il vice presidente del Consiglio richiama, tra l’altro, ”alla più; attenta vigilanza affinché; la pianificazione paesaggistica e urbanistica e gli interventi di restauro siano coerenti con gli obiettivi di conservazione dei siti”.
Sarebbe più; che opportuno che il Comune di Siena rivalutasse tali progetti che vanno a incidere pesantemente in una zona dichiarata “di notevole interesse pubblico” con D.M. 16 gennaio 1974, dove è; scritto testualmente: “la zona predetta ha notevole interesse pubblico, perché; costituisce, dal punto di vista della bellezza e dell’intervento dell’uomo, una naturale continuazione della campagna senese più; prossima al centro storico”. Infatti ben due Piani Regolatori, quello Piccinato del 1956 e quello Secchi del 1996, hanno recepito la tutela ambientale da applicare a tale zona. Nell’ottobre 1954 fu stilata una relazione dalla Commissione di orientamento per il Piano Regolatore, nella quale si leggeva: “Non va dimenticato che la difesa di Siena comincia fuori di Siena: comincia proprio nella impostazione più; larga delle maglie più; esterne del suo piano regolatore […]. Questa impostazione generale che possiamo chiamare strategica urbanistica, è; la sola forza che può; e deve portare, da un lato ad una nuova e logica struttura di sviluppo e, dall’altro, alla difesa (altrettanto efficace perché; logica e spontanea) della compagine monumentale della città;” (p. 20). Lo stesso attuale Sindaco di Siena, Maurizio Cenni, quale capogruppo dei DS, contribuì; in maniera determinante alla definizione del Piano Regolatore Secchi del 1996, dove era espressa chiaramente la volontà; di mantenere il carattere rurale di questa zona, al confine sud del Comune di Siena.
Questi criteri di conservazione hanno permesso che dalla zona sud di Siena si possa ancora oggi apprezzare un panorama intatto con il profilo della città; vecchia, a differenza che da altri punti di osservazione, ad esempio dalla zona nord dove l’impatto delle nuove costruzionei è; spesso purtroppo devastante. Costruendo la “città; dell’Arbia” e l’enorme stadio di cui si è; detto sopra verrà; alterato e schermato proprio quel profilo di Siena sovra citato, contrastando totalmente con quei criteri di assoluta conservazione di “Siena sito UNESCO”, appena ribaditi dal Ministro Rutelli: scomparirà; del tutto la ruralità; del luogo, invece di “mantenerla al massimo”, e si rovinerà; il panorama di Siena; si cementificheranno ettari di verde, mentre Siena si spopolerà; del tutto dei suoi cittadini.
Temo però; che le logiche del profitto che si intravedono dietro al Piano Strutturale avranno la meglio sulla tutela dell’ambiente e sulla conservazione del patrimonio paesaggistico di Siena e anche sull’intelligente ripopolamento del centro storico favorendo la permanenza e il ritorno di residenti (pena la sua trasformazione in un museo e in campus universitario).
Da parte mia non posso che ripetere l’invito a evitare ogni intervento che comporti la distruzione, o lo snaturamento dell’esistente, o che stravolga l’armonia e l’identità; culturale della città; e del suo paesaggio circostante.

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