Il Paesaggio e le Sue Trasformazioni. Limiti e Prospettive. La Conferenza di Legambiente 12 dicembre, 2006
Posted by Francesco C in Ambiente, Urbanistica, Territorio.Tags: piano strutturale
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Alessandro Bagella
Lunedì; 4 dicembre presso la sala conferenze della Pubblica Assistenza si è; svolta la tavola rotonda “Il Paesaggio e le Sue Trasformazioni. Limiti e Prospettive” organizzata dal Circolo Legambiente di Siena. vedi il programma: http://www.campodelleidee.org/upload/Programma_Convegno_Legambiente.pdf
Moderata dal Dott.Stefano Bisi, sono intervenuti tra gli altri il Prof. Mauro Agnoletti, la Dott.ssa Sandra Becucci, il Prof. Gioachino Chiarini, l’Arch. Fausto Ferruzza, l’Arch. Augusto Mazzini e l’Arch. Fabio Massimo Rossi.
Alessandro Bagella per il Campo delle Idee ha partecipato alla conferenza e ci manda le sue impressioni.
Da tutte le categorie professionali intervenute al dibattito è; emersa una comune e diffusa insoddisfazione riguardo i recenti interventi edilizi che hanno investito e stanno modificando il territorio senese.
Le note a parer mio più; significative dei relatori presenti hanno sottolineato:
La grave carenza culturale urbana e ambientale: da parte dei tecnici e della popolazione, da cui segue un’incapacità; diffusa nel comprendere le qualità; dello spazio urbano (arch. Mazzini);
Il senso di estraneità; al territorio nella percorrenza delle principali infrastrutture viarie, provocato dalla proliferazione di scenari e visuali comuni ad altre province toscane o italiane (prof. Chiarini);
La miopia imprenditoriale e amministrativa, data la tendenza generalizzata a non investire in materiali e tecnologie sostenibili da parte dei privati e l’incapacità; di cogliere il valore aggiunto di altre forme di introito, oltre gli oneri di urbanizzazione, da parte dei Comuni (prof. Agnoletti);
Lo sviluppo quantitativo vs. sviluppo qualitativo e quindi volumetrie dirompenti e paesaggio notturno infestato da un uso improprio dell’illuminazione artificiale -“strade vetrina” e parcheggi di molti agriturismi- (arch. Rossi);
Il declino culturale toscano ed esigenze di un nuovo equilibrio tra sviluppo e tutela; da cui la necessità; di un diverso funzionamento della macchina cementizia attraverso un uso diverso di: legislazione, normative, interventi e prassi comunale (dott. Ferruzza);
La definizione di paesaggio: non un bene di lusso bensì; parte del territorio e contenitore di tutte le interrelazioni socio-culturali esistenti; passaggio dall’estetica all’antropologia (Dott.ssa Becucci)
Anche dal pubblico si sono alzate voci di protesta; in particolare:
la Dott.ssa Tozzi (portavoce dell’Ass. Italia Nostra) ha posto l’accento sull’ingiustificata cementificazione delle vallate cittadine (valle di Follonica, valle di P.ta Tufi, ecc.), finora considerate motivo di orgoglio e peculiarità; dell’urbanistica senese, e sul massacro perpetrato alle colline fuori le mura, in particolar modo quella di Scacciapensieri;
l’Arch. Sartogo ha tenuto a precisare come il progetto originale di riqualificazione dell’area antistante la Stazione Ferroviaria, di cui è; stato uno dei progettisti vincitori del concorso, sia stato completamente stravolto in quanto l’Amministrazione Comunale ha rimosso i progettisti dal loro incarico ed ha concesso alla volumetria dell’edificio lineare di passare dai 14.000 mq previsti agli attuali 24.000 mq;
c’è; poi chi ha suggerito di cambiare nome al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga ribattezzandolo piuttosto Centro Studi sul Paesaggio, e chi ha paragonato l’attuale situazione in corso a Siena e dintorni, a ciò; che ha vissuto personalmente nella città; di Viterbo negli anni ’60, cioè; era dei “palazzinari”.
Molte di queste problematiche sono emerse anche in un altro convegno dal titolo “La tutela del paesaggio e l’intervento in area agricola”, tenutosi lo scorso 26 Settembre e organizzato dal Comune di Asciano.
Già; in quell’occasione era stato fatto notare come tutto ciò; che sta avvenendo è; assolutamente in regola, essendo state preventivamente ottenute tutte le concessioni necessarie a procedere con quei lavori che i cittadini possono solamente subire. Sì;, perché; ogni trasformazione urbana o territoriale diventa paesaggio, e se può; diventare un bene di cui godere nel tempo, altrettanto può; diventare un male da subire per sempre. A meno che non si approvino rimedi drastici quanto salutari come la demolizione.
Non a caso Lucilla Tozzi, quando lamenta l’urbanizzazione selvaggia delle valli senesi, richiama alla mente l’arch. Frank Lloyd Wright che diceva: “l’architettura non sta sulla collina ma è; della collina” …bella differenza!